Chopsticks – a cultural and culinary history (Q.E. Wang)

Chopstick copertinaChopsticks. Bacchette. Kuàizi. Hashi. Le bacchette sono utensili da cucina e da tavola, costituiti da due bastoncini di pari lunghezza, di vari materiali, inventate in Cina e usate in tutta l’Asia dell’Est da più di due millenni. Niente di entusiasmante o di particolarmente interessante a prima vista, lo so. Perchè mi è venuta voglia di cercare e leggere un libro su di loro? Perchè vivendo qui in Cina le uso tutti i giorni e, dopo averci litigato un po’, ho iniziato a capire. La loro rudimentale efficienza, la naturalezza nell’impugnarle, la precisione nei movimenti e l’eleganza dei gesti nell’utilizzarle. Durante l’ultimo rientro in Italia mi sono mancate, con mia sorpresa cercavo le bacchette sul tavolo: bucare il cibo con i rebbi della forchetta invece che raccoglierlo mi sembrava così brutale. Continua a leggere “Chopsticks – a cultural and culinary history (Q.E. Wang)”

Kashgar

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mappa tratta dal web

Kashgar. Solo il nome basta ad evocare atmosfere esotiche, lontane anche nel tempo, nodo nevralgico della Via della Seta e di incontro tra popoli. Kashgar, finchè non ci vai rimane nel mito. E dopo che hai girato per le sue vie, visto i suoi volti e respirato i suoi odori non sono mica convinta che ne esca del tutto. Difficile Kashgar. Da cogliere, comprendere e raccontare. Ai confini del mondo, letteralmente: tra Afghanistan, Pakistan, Kyrgyzstan e Tajikistan.  Uno di quei posti cui la mente continua a tornare incessante. Ti raccontano tante cose di questa città, della sua bellezza e dei suoi problemi.

Io provo a portartici. Continua a leggere “Kashgar”

Dunhuang e Turpan, le oasi nel deserto

Dunhuang

E così eccoci arrivati a Dunhuang. Una delle soste più famose e importanti lungo la Via della Seta, sorta attorno ad un’oasi del deserto del Taklamakan. E noi ci siamo arrivati di sera, giusto in tempo per goderci una bella cena e il night market. Un po’ di cazzeggio insomma, parte fondamentale di qualsiasi viaggio. Il girovagare più o meno a caso per trovare un buon locale ti fa sempre scoprire scorci altrimenti inarrivabili, e anche mescolarsi al turismo locale – laowai pochissimi, come al solito – ha il suo perchè.

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Da Tongren fino al deserto del Gobi

Wutun monastery
Campana buddista, monastero di Wutun

Mi è dispiaciuto lasciare Xiahe e le sue praterie, ma il viaggio era ancora all’inizio e non avevo bene idea di cosa mi aspettasse. Non ce l’hai mai bene in Cina, per questo è divertente. La nostra destinazione oggi è Tongren, nella regione del Qinghai, che fino al 1928 faceva parte del Tibet. E quindi cosa ti mostrerò in abbondanza secondo te? Sì, monasteri buddisti. Monasteri persi in mezzo al nulla, piccoli, che comprendono un intero villaggio, deserti e affollati nella maniera in cui solo la Cina riesce. Ricchi, trasandati, ma sempre colorati, ognuno mi si è fissato in mente ben separato dagli altri, cosa che mi sorprende e ridà qualche speranza sulle mie capacità intellettive. Continua a leggere “Da Tongren fino al deserto del Gobi”

Si parte. Lanzhou e Xiahe, Gansu.

Prima tappa Lanzhou

L’inizio del nostro viaggio lungo il tratto cinese della Via della Seta non è stato dei più incoraggianti. Prima ci si è messo il tifone Lekima che, oltre ai grandi danni, ha bloccato il traffico aereo proprio a ridosso della partenza. Anzi, non si capiva nemmeno se la mia

Dall'aereo
Avvicinandosi a Lanzhou

avventurosa metà sarebbe riuscita a tornare in tempo dalla trasferta a Pechino. Ma siamo stati fortunati, il tifone ha perso di forza proprio la notte prima del nostro volo. Fiduciosi prenotiamo un taxi per il mattino presto, destinazione aereoporto. Detto taxi ovviamente non si presenta e, considerando gli orari assurdi che sostengono, il nostro autista si sarà di certo addormentato da qualche parte. Non è la prima volta. La metro a quell’ora è ancora chiusa ma riusciamo a chiamare un’altra macchina e andiamo tutti felici verso Pudong, ormai pioviggina appena, dai che ce la facciamo! Arriviamo e cerchiamo il nostro volo. Non c’è. Riguardiamo meglio. Non c’è. Un filo di sconcerto e ansia prima della catastrofica scoperta: abbiamo sbagliato aereoporto. Scongiurato un mezzo infarto e lanciate – diciamo – tre o quattro imprecazioni (lascio il tutto alla tua immaginazione) riusciamo a risolvere la situazione e ad imbarcarci all’aereoporto di Hongqiao con appena un’ora di ritardo sulla tabella di marcia. Non ho ancora ben capito come sia stato possibile. Ma quando dall’oblò sono sparite le nuvole e sono comparse colline a perdita d’occhio siamo entrati nel giusto mood per il viaggio impegnativo che ci aspettava: eravamo finalmente sopra il Gansu! Avremmo usato il resto del viaggio per ricaricare tutto il karma utilizzato in partenza. Continua a leggere “Si parte. Lanzhou e Xiahe, Gansu.”