“Foreign devils on the Silk Road” di Peter Hopkirk. E concludiamo il discorso.

Il 2019 è stato un anno assurdamente ricco di viaggi, ma il primo a tornarmi sempre in mente è proprio quello lungo il tratto cinese della Via della Seta. Impegnativo, sia fisicamente che emotivamente, non ha dato tregua: ogni giorno incredibili paesaggi da assorbire e cose da imparare.

Gansu
Una casa invernale di nomadi nella prateria, yak e cielo azzurro…

Passare dalle praterie infinite e verdissime tra Qinghai e Gansu, con nomadi, yak e templi tibetani, per attraversare poi il deserto del Gobi e le sue oasi, toccare l’antichità del deserto del Taklamakan, scendere nella depressione più profonda e calda della Cina per risalire lungo la catena del Karakorum. Villaggi, capitali, han, tibetani, turkmeni, nomadi… la Cina, con le sue dimensioni e la sua varietà non finisce mai di lasciare senza fiato. Continua a leggere ““Foreign devils on the Silk Road” di Peter Hopkirk. E concludiamo il discorso.”

Di expat bloggers, italiani all’estero e tre domande

Shanghai
Uno scorcio della French Concession, a Shanghai, la bellissma città che mi ospita

Ogni tanto qualcuno mi chiede perchè ho deciso di tenere un blog sulla mia vita all’estero. Ovviamente i motivi sono diversi. Tra questi c’è il fatto che sono smemorata: se non scrivo le cose tendo a dimenticarmele, e mettere giù due righe su quello che faccio o mi colpisce mi aiuta a non avere solo nebbia nella testa. Non capita mica di rado che rileggendo qualcosa dell’anno prima mi ritrovi ad esclamare ah!èvero, ohgià!questomeloerodimeticato oppure maquestoquandoèsuccesso? Posso poi praticare la lingua italiana e non dimenticarmi come articolare una frase complessa o coniugare i verbi correttamente. Non scontato quando hai a che fare ogni giorno con più lingue. Non ti dico se una di queste è il mandarino. Che quando torno in Italia mi scappa sempre e comunque il ni hao. E scrivere – nonostante i risultati modesti – mi diverte. Continua a leggere “Di expat bloggers, italiani all’estero e tre domande”

Xi’an l’imperiale

“Giorno 20, l’epidemia continua. Siamo quasi senza cibo, nessun contatto col mondo esterno…”. Magari ti aspettavi che questo post cominciasse con qualcosa di simile. Mi dispiace deluderti, sono talmente stufa di sentire parlare di ‘sto bendetto virus che di certo non mi ci metto pure io. Qui a Shanghai va’ tutto bene, non mi sento nè in pericolo nè minacciata, non c’è nessuna ecatombe nè guerra, non ho intenzione di andarmene. L’unica cosa che mi fa paura è una sola: l’ignoranza. Quindi ti parlo ancora di quanto sia bello e affascinante questo Paese, che mi sembra quello che gli serve di più in questo momento. Andiamo a Xi’an e terminiamo il nostro viaggio lungo la Via della Seta.

Arrivare a Xi’an è stato come un ritorno. Un ritorno alla Cina che conoscevo, familiare, dove i cinesi han erano perfettamente al loro posto, non stonavano più. Dopo l’atmosfera un po’ tesa dello Xinjiang e Kashgar ho tirato un sospiro di sollievo intrecciato con un po’ di senso di colpa dovuto proprio a questo stesso sollievo. Ed ero pronta a finire questo viaggio itinerante (quanti chilometri!) sulla Via della Seta nel punto in cui questa ha inizio. Continua a leggere “Xi’an l’imperiale”

L’anno del Topo

E anche quest’anno ci siamo, ormai il Nuovo Anno Lunare è praticamente arrivato.

Lanterns
Lanterne

Sotto il segno del Topo, il primo di tutto lo zodiaco cinese. E anche il mio segno. Quindi – se ti ricordi qualcosa di quello che ti racconto ogni tanto – sarà il mio anno sfigato. Ma tranquillo, un modo per contrastare questa sorte avversa c’è: le mutande rosse. Di cui sono stata gentilmente fornita da un’amica premurosa. Le terga sono dunque coperte.

Anche se non sapessi nulla delle festività cinesi ti accorgeresti subito che qualcosa di grosso sta arrivando. Basta scendere per strada e sentirne l’atmosfera, il fermento, l’aria di attesa. Continua a leggere “L’anno del Topo”

Chopsticks – a cultural and culinary history (Q.E. Wang)

Chopstick copertinaChopsticks. Bacchette. Kuàizi. Hashi. Le bacchette sono utensili da cucina e da tavola, costituiti da due bastoncini di pari lunghezza, di vari materiali, inventate in Cina e usate in tutta l’Asia dell’Est da più di due millenni. Niente di entusiasmante o di particolarmente interessante a prima vista, lo so. Perchè mi è venuta voglia di cercare e leggere un libro su di loro? Perchè vivendo qui in Cina le uso tutti i giorni e, dopo averci litigato un po’, ho iniziato a capire. La loro rudimentale efficienza, la naturalezza nell’impugnarle, la precisione nei movimenti e l’eleganza dei gesti nell’utilizzarle. Durante l’ultimo rientro in Italia mi sono mancate, con mia sorpresa cercavo le bacchette sul tavolo: bucare il cibo con i rebbi della forchetta invece che raccoglierlo mi sembrava così brutale. Continua a leggere “Chopsticks – a cultural and culinary history (Q.E. Wang)”