Il golden brick

C’è un oggetto qui in Cina che non incontrerai in nessun altro Paese, e che quando l’ho visto per la prima volta mi ha incuriosita e sconcertata: il golden brick. Come lo avevano fatto? Ma soprattutto a cosa serve? E perchè si chiama “golden” quando di dorato non ha proprio un bel niente?

Che cosa sono i golden bricks?

Il golden brick che si trova nella Shu Yin Lou

I golden bricks sono dei mattoni di argilla. Tutto qui? dirai tu deluso. Non proprio, visto che per essere dei mattoni sono un po’ speciali. Il loro nome in mandarino è Jīn zhuān (金砖), appunto “mattone d’oro” e sono chiamati così perchè se provi a bussarci sopra quello che ne ricaverai è un suono metallico. Un’altra origine del pomposo nome sembra doversi ricercare in Jīng zhuǎn (mattoni della capitale), perché durante le dinastie Ming e Qing i mattoni di questa qualità erano destinati esclusivamente alla casa imperiale nella capitale. Col tempo, Jīng zhuǎn venne storpiato in Jīn zhuān. In ogni caso la loro realizzazione richiede moltissima abilità ed è complessa e costosa, così tuttosommato il loro nome non è poi una grande esagerazione.

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Local bites: il World Jiànbīng Day

Ogni volta che dalla Cina torno in Italia (meglio dire, tornavo) porto sempre una quantità spropositata di cibo locale da far assaggiare, ma una cosa la dico sempre: purtroppo le cose più buone non posso metterle in valigia. E ogni volta che lo dico le mie papille gustative volano allo Jiànbīng (建兵). Il 30 Aprile sarà la sua festa, il World Jiànbīng Day, e quindi un’occasione perfetta per raccontarti di questo popolarissimo e buonissimo street food.

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Lóngjǐng, draghi e tè verde

Un campo di tè

Prendi un weekend di primavera, un paio di persone desiderose di un po’ di verde, una Cina che ormai – oltre alla vita quotidiana – ha ritrovato la totale normalità anche nei viaggi e aggiungi una meta che desideravo da tempo: ecco che Hangzhou si delinea all’orizzonte. Ma questa piacevole cittadina e il suo famosissimo lago non erano che una tappa sulla strada del mio pellegrinaggio. Magari ci fermiamo qui un’altra volta. Perchè oggi è nel “pozzo del drago” che ti accompagno. Niente di spaventoso, non preoccuparti – anzi – non lo senti già il profumo del tè raccolto da poco?

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Local bites: gli xiaolongbao

Dire Shanghai è dire xiaolongbao, 小龙堡. Senza dubbio il piatto più famoso di questa città, la pasta ripiena più buona mai assaggiata finora, non sto scherzando. Impossibile dimenticare il primo xiaolongbao, la goffaggine delle manovre tra bacchette e cucchiaio, mentre cerchi di capire come si mangia questo ravioletto un po’ molle senza procurarti un’ustione in gola, finchè ci riesci. E mentre strabuzzi gli occhi per la sorpresa il paradiso si trasferisce sulla tua lingua. Vorrei provare a mangiarli tutti i giorni per vedere se è possibile stancarsene, perchè finora – nonostante le ripetute mangiate che me ne sono fatta – il solo pensarli mi fa venire fame. Se sei stato a Shanghai e non li hai mai provati ti sei perso tantissimo.

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Fenguang, Dehang e Furong

Fenghuang e le sue tipiche costruzioni su pali

Girovagando per la Cina si ha spesso la sensazione di viaggiare dentro a dei dipinti. Sensazione ancora più forte quando sei alla scoperta dello Hunan. In questa regione ricca di montagne, foreste e fiumi sono nascoste alcune piccole città e villaggi che hanno ancora tutto il sapore della Cina tradizionale. E’ lì che andiamo oggi, in una zona che ha attirato la mia curiosità fin dal mio arrivo in questo Paese, dove la natura è predominante e dove vivono diverse minoranze etniche.

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