Spring Festival, Chinese New Year e Lunar New Year. E la Tigre.

La tigre. Nelle immancabili decorazioni al Giardino del Mandarino Yu

E’ di nuovo ora di festa, anzi, della festa. Il Chinese New Year ormai si avvicina veloce, il 1 Febbraio 2022, inizierà l’anno della Tigre. Questo è il festival più importante e più lungo di tutto il calendario lunare, che occupa infatti ben due settimane intense e ricche.

Essendo una festa complessa c’è sempre un po’ di confusione al riguardo, a partire dal nome. Per indicare questo periodo infatti avrai sentito Capodanno Cinese, Festival di Primavera e anche Nuovo Anno Lunare. Perchè? Sono tutti giusti?

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CNY: tutti stesi ad asciugare!

Murene appese al sole. Questo negozio che si trovava in Shunchang Lu non esiste più.

Nei vecchi quartieri di Shanghai, quelli dove ancora sopravvivono i lilong, capita spesso di vedere fuori dalle case ceste di bambù piene di cose messe a seccare al sole, dai peperoncini, ai funghi, al daikon fatto a fettine. La tradizione cinese, sia culinaria che della Medicina, è ricchissima di prodotti disidratati, metodo semplice ed efficace per conservare a lungo i cibi.

Ma nel periodo che precede il Capodanno Cinese sono salumi, pesce e polli a diventare comuni. Non si può attraversare un lilong senza vederne qualche pezzettino appeso alle finestre o ai fili per il bucato, ai cavi elettrici e addirittura ai rami degli alberi, o passare accanto ad un negozio di gastronomia senza fermarsi a misurarsi con le enormi murene messe in fila. Queste preparazioni sono chiamate in generale lawei, e dato che – oltre a essere decisamente decorativi – provocano sempre stupore e curiosità in chi li vede per la prima volta, ti racconto qualcosa di più.

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The Chinese New Year is coming

Il periodo che precede il Capodanno Cinese è senz’altro il più bello qui in Cina. Lanterne rosse dappertutto, anguille di mare e salsicce appese ad asciugare assieme al bucato, hong bao e calendari lunari nei negozi, mutande rosse stese per la buona fortuna e un’aria decisamente ricca di aspettativa ed elettrica. Aggiungi che per noi laowai sono appena finite le festività natalizie, e semplicemente continuiamo a festeggiare e a mangiare, seguendo la scia.

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Local bites: il quinto quarto

Un ciotolone piccante con tutte le interiora che puoi immaginare: me lo sono trovato davanti dopo un paio di giorni dal mio arrivo a Shanghai. Accompagnato da un sacco di altre buone cose!

Frequentando i ristoranti di cucina locale impari subito una cosa: in Cina si mangiano molte frattaglie. Quelle parti che noi consideriamo perlopiù scarti, e al cui pensiero storciamo un po’ la bocca, qui rientrano in tantissime ricette tradizionali e trovi innumerevoli piatti che le prevedono: dai noodles, ai brasati, agli antipasti, spaziando dalle regioni del nord a quelle del sud.

Il motivo è facilmente immaginabile: la Cina è stato un paese fortemente rurale fino a poco tempo fa, quindi la dieta era (e lo è abbastanza anche oggigiorno) basata su cereali, legumi, verdure e uova (quante uova in Asia!). Si mangiava poca carne e quindi, quando c’era occasione, non si buttava via nulla. Niente di diverso da quello che succede nelle nostre campagne dopotutto. Se tu – o i tuoi nonni – avete mai avuto animali a casa, avrai senza dubbio mangiato sanguinaccio, trippa, coda, lingua eccetera. Trovo perfettamente logico e sensato questo approccio: perchè buttare via cose buone (anche nutrizionalmente) quando un animale è morto per darcele? A vedere i banchi frigo del mondo occidentale sembra che gli animali siano composti solo da filetti, petti e cosce. Quindi niente facce disgustate, anzi! Preparati ad addentrarti in un mondo delizioso, fatto da sapori forti e ricette tradizionali, che io ho riscoperto dopo anni grazie alla cucina cinese.

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Metti una domenica a Shanghai…

Mi ci vorranno anni per vedere Shanghai come si deve o per stufarmi di girarla. La pandemia – o meglio, le sue conseguenti restrizioni – hanno dato una bella accelerata all’esplorazione di questa megalopoli, ma per ogni casella che barro si aggiungono all’elenco altre tre cose da fare, manco fosse la lista dei libri che dovrei leggere.

Controlli e lock down mirati sono ancora piuttosto in auge da queste parti, e complicano un po’ i viaggi, per non parlare dell’uscire fuori dai confini della Terra di Mezzo (anzi, te ne ho già parlato qui e qui). Quindi, mentre cerco di capire se per Natale una scappata nel Guizhou salta fuori, continuo a perdermi tra i vecchi lilong che ancora resistono ed esploro la frangia di villaggi inglobati ormai da tempo da questa affamata città. Una vera e propria dipendenza.

Se sei tra quelli che mi chiedono: ma cosa fai a Shanghai durante il weekend se i posti famosi li hai già visti tutti dieci volte? vieni con me, oggi ti porto a Nanxiang.

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