A caldo

I primi giorni in una casa da organizzare da capo sono sempre impegnativi. Non ti dico se ci si trova per la prima volta in una megalopoli di un altro Continente. Guardo fuori dalla finestra e ancora non mi capacito del panorama alla Blade Runner che mi si distende davanti, da quassù al ventisettesimo piano.

shanghai by night
Shanghai, Xuhui district

Ma Tu vorrai sapere: “Allora, com’è ‘sta Shanghai???”. Inebriante, è la prima parola che mi sale dopo circa 80 ore che sono qui. Ore di totale isolamento dal mondo di prima (niente internet, niente TV – a parte il TG cinese – parole che non riesco a leggere, NIENTE INTERNET!) e di lotta contro il mio primo vero, serio jet-lag.

Infatti ti sto scrivendo mentre sono le 00.30. E non perchè stia tirando le ore piccole, anzi, sono andata a letto prestissimo. Ma l’orologio che ho installato da qualche parte nel cervello, e che per 34 anni ha funzionato in modo noiosamente regolare, si è sfasato e mi sveglia tutte le notti a mezzanotte. Quindi adesso sono vispa come un grillo e ho una gran voglia di fare colazione. Allora ho deciso di chiacchierare un po’ con Te, finchè non torna il sonno.

former residence of eric moller
“Important monument under the State Protection. Former residence of Eric Moller”

Come sospettavo non ci si può preparare a com’è Shanghai. La sensazione di tutto quello che potrò vedere e imparare, che si intravede sotto una leggera pellicola, dietro al traffico tuttosommato moderato, dietro a una lingua che per ora non capisco, dietro a gesti al momento inusuali. La sensazione di scoperta, per farla breve. Continua a leggere “A caldo”

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Ahi ahi, le valigie…

Immagina che ti dicano che devi cambiare continente. E che hai solo tre (tre!!!) valigie da portare. Come ti sentiresti? E dopo esserti ripreso, cosa porteresti?

Niente panico, hai mesi per pensarci Daria! E ovviamente non ci hai pensato time-for-a-change-1124160_1920minimamente fino ad ora, con le suddette tre (tre!!!) valigie aperte tra divano e pavimento. Che poi sono due valigie e un bagaglio a mano, ecco. Sembrano piccole adesso.

Ma com’è che quella volta abbiamo deciso che era meglio così – che non è che avessimo chissà cosa da spostare – che ci saremmo portati quello che si riusciva organizzandoci poi una volta arrivati?

Che io non sopporto di fare le valigie, faccio troppa fatica a decidere cosa potrebbe servirmi e cosa no.

Dovrebbe essere più facile in questa occasione: si porta tutto quello che si può!

Guardo il pc, la reflex, le scarpe, gli scarponi (con tutte le montagne che ci sono in Cina, vuoi che li lasci qui?), i vestiti, le giacche, le calze (ma perchè ho tutte queste calze?!?!?!) e ringrazio gli ultimi ravvicinati traslochi che mi hanno alleggerita parecchio. Ignoro volutamente la libreria. Intanto tre o quattro libri, i prescelti, sono già al sicuro tra i maglioni. Tornerò a prendervi ragazzi!

Un paio di tazze, anche loro ben avvolte da strati di stoffa. Però, non mi facevo così feticista: libri e tazze.

Tolgo un po’ di medicine e shampi e balsami. Sto andando a Shanghai, 26 milioni di abitanti, immagino di trovarne anche lì…

L’intorpidimento che coglie sempre i miei neuroni in queste situazioni si trasmette alle braccia. Mi serve una pausa. Oppure Mago Merlino.

Continua a leggere “Ahi ahi, le valigie…”

Ma quando si parte?!?

Mi ero illusa di riuscire a creare uno spazietto ordinato, da coltivare con misura, dove scrivere in maniera chiara le esperienze più rilevanti, dei consigli utili, come ci stiamo organizzando ecc… ma affrontiamo la realtà. A partire dal fatto che quella che ha bisogno di consigli sono io.

Sono solo al secondo post e già questo buon proposito l’ho perso per strada. Qui davanti è ancora tutto lindo e pulito, ma dietro ho già creato il caos, di foto, frasi a metà, di cose che vorrei raccontare ma che per tre quarti cancellerò perchè a chi vuoi che interessi!

French Concession Shanghai
Il Bund

Nella mia testa è già successo di tutto, ti ho già raccontato un sacco di cose, mostrato foto (non mie per ora, Giacomo è in avanscoperta), parlato a vanvera, fatto osservazioni acute e brillanti. E sono ancora qui in Italia a cercare di capire cosa impacchettare e cosa no, a ravanare nei cassetti e ad esclamare: to’, ecco dov’era! Io e i miei buoni propositi passiamo però insieme delle ore piacevoli.

Ma visto che per alcuni giorni ancora saro’ in madrepatria – mammamia, ma quando si parte?!? – per ora di questo posso raccontarti per distrarmi un po’. Scusa se magari ti annoio con queste chiacchiere e ti aspettavi una sorta di manuale o di memorandum, ma l’attesa fa pur sempre parte del piacere e visto che ormai sei qui vorrà dire che aspetterai assieme a me l’oscillante partenza. E ascolterai educatamente il mio blaterare per farmi ingannare meglio il tempo.

Partiamo per esempio con la Domanda del Momento: sei pronta per la Cina?
La risposta è sempre: no – secco. Pensavo che un bel giorno mi sarebbe venuto da rispondere di sì, ma ho capito che non succederà.
Prepararsi ad una cosa che fai fatica ad immaginare non è possibile e basta.
Mi dispiace e mi viene anche un po’ da ridere per tutte quelle espressioni deluse che ho visto ad ogni “no”, eheh.

Shanghai
Una via a Shanghai

Continua a leggere “Ma quando si parte?!?”

Vado a vivere a Shanghai

Vado a vivere a Shanghai.
Vado a vivere a Shanghai.

Sì, meglio che me lo ripeta ancora un paio di volte.

Sai, quelle cose che pensi succedano sempre agli altri.

Da mesi ormai questa possibilità compariva (in mezzo ad altre novità non da poco, ovviamente), diafana, inconcreta, poi sicura, accennata, sì/no/forse – presa quindi allegramente sottogamba.

Poi – non ho capito bene i passaggi – ci si va davvero. Entusiasmo a mille intriso di macosamièvenutoinmentemannaggiaame!

Tutto bene quindi.

Vado a vivere a Shanghai.

E dovevi proprio farci un blog? Sì, chiedo perdono.

Scrivere mi aiuta a mettere ordine, finchè non lo vedo messo giù in parole quello che mi si aggira per la testa rimane confuso. Un po’ una scocciatura questa, lo so, non me lo dire.

Poi – non si sa mai – questi goffi tentativi di interpretare cosa fanno ogni tanto le mie sinapsi potrebbero essere utili a qualcuno… no?

In ogni caso, stai qui, non farmi parlare da sola!

 

Lanterne
Lanterne durante il Capodanno Cinese. Foto di Giacomo

Dicevo, vado a vivere in Cina.

Andiamo a vivere in Cina.

E alla partenza manca sempre meno, dopo settimane e settimane stagnanti.

Ho già attraversato diverse fasi. Più volte a dire il vero. Più volte al giorno per dirla tutta.

Ma basta ora, si fa così fatica a cominciare, vorrei dirti subito tutto.

Comunque in questa Storia io sono quella che segue, quella che dice: “Ok, vengo con te!”. Decidere questo non è stato poi difficile.

Chi sto seguendo e cosa troverò in un nuovo Continente magari lo scopriremo insieme, una parola alla volta, un’immagine alla volta.

Intanto qui ci si prepara a finire dall’altra parte del Mondo.

Vieni anche Tu?

 

*

I’m going to live in Shanghai.
I’m going to live in Shanghai.

Yes, better if I repeat it to myself another couple of times.
You know, those things that always happens to the others.
From months this possibility appeared (among others big news, obviously), diaphanous, not concrete, then sure, a hint, yes/no/maybe – therefore cheerfully sneezed at.
Then – I still haven’t understand the passages – we are really going. Enthusiasm on fire mixed with whatthehellcomesintomymind!
So, it’s all right.
But have you really to get a blog? Yes, I beg your pardon.
Because writing helps me to tidy up, until they aren’t blocked into words, things that are running into my head remain confused. A little bother this, i know, don’t tell me.
Then – one never knows – these clumsy attempt to understand what my synapsis sometimes do, could be useful to someone… isn’t it?
Anyway, stay here please, don’t let me here to talk on my own!

Well, I was just saying, I’m going to live in China.
We are going to live in China.
And the departure is always closer, after stagnant weeks and weeks.
I passed through different phases already. Several times to tell the truth. Several times in a day to be precise.
But stop now, it’s so hard to begin, I’d like to tell you everything right now.
Anyway in this Narrative I’m the one who follow, the one who says: “Ok, I come with you!”. To decide this wasn’t so hard.
Who I’m following and what I’ll found in a new Continent maybe we will discover it together, word after word, picture after picture.
Meanwhile here we are preparing ourselves to go on the other side of the World.
Do you want to come with me?