Ahi ahi, le valigie…

Immagina che ti dicano che devi cambiare continente. E che hai solo tre (tre!!!) valigie da portare. Come ti sentiresti? E dopo esserti ripreso, cosa porteresti?

Niente panico, hai mesi per pensarci Daria! E ovviamente non ci hai pensato time-for-a-change-1124160_1920minimamente fino ad ora, con le suddette tre (tre!!!) valigie aperte tra divano e pavimento. Che poi sono due valigie e un bagaglio a mano, ecco. Sembrano piccole adesso.

Ma com’è che quella volta abbiamo deciso che era meglio così – che non è che avessimo chissà cosa da spostare – che ci saremmo portati quello che si riusciva organizzandoci poi una volta arrivati?

Che io non sopporto di fare le valigie, faccio troppa fatica a decidere cosa potrebbe servirmi e cosa no.

Dovrebbe essere più facile in questa occasione: si porta tutto quello che si può!

Guardo il pc, la reflex, le scarpe, gli scarponi (con tutte le montagne che ci sono in Cina, vuoi che li lasci qui?), i vestiti, le giacche, le calze (ma perchè ho tutte queste calze?!?!?!) e ringrazio gli ultimi ravvicinati traslochi che mi hanno alleggerita parecchio. Ignoro volutamente la libreria. Intanto tre o quattro libri, i prescelti, sono già al sicuro tra i maglioni. Tornerò a prendervi ragazzi!

Un paio di tazze, anche loro ben avvolte da strati di stoffa. Però, non mi facevo così feticista: libri e tazze.

Tolgo un po’ di medicine e shampi e balsami. Sto andando a Shanghai, 26 milioni di abitanti, immagino di trovarne anche lì…

L’intorpidimento che coglie sempre i miei neuroni in queste situazioni si trasmette alle braccia. Mi serve una pausa. Oppure Mago Merlino.

Tutte queste valigie e oggetti sparpagliati mi fanno venir voglia di filosofeggiare. Lasciando perdere quando una cosa su tre mi fa cadere nella spirale delle rievocazioni… e da quante sono – e quando non so collocarle nemmeno più nell’anno esatto – mi rendo conto di come sono vecchia. Mi siedo per terra – completamente esausta anche se ho cominciato da cinque minuti scarsi. Ogni minima cosa è un ottimo pretesto per distrarsi. Inizio a pensare, madonna ma com’è che ho tutta ‘sta roba??? Che cavolo me ne faccio! Nah, bisognerebbe proprio vivere solamente con lo stretto necessario, quello che entra in uno zaino, niente di più, porcamiseria! La prossima volta pago qualcuno per farle, giuro! Su Daria, se stai qui a guardarla ‘sta roba non sparisce mica! Eccetera eccetera…

Quindi, adesso smetterò di usare come scusa il fatto che devo scrivere qualcosa qui altrimenti ti annoi, mi alzerò e chiuderò queste benedette valigie, che più penso all’avventura che mi aspetta più perdono importanza… jeans più, jeans meno…

La data del volo, dopo gli ultimi balletti si è fermata al 15 maggio, ci sentiamo dunque finalmente da Shanghai la prossima volta!

*

Imagine that they tell you that you have to change continent. And that you have only three (three!!!) suitcases to bring with you. How would you feel? And after you have recovered, what would you bring?

Don’t panic, you have months to think of it, Daria! And obviously you didn’t think about that until now, with the above-mentioned three (three!!!) suitcases opened on the floor and on the sofa. Which are then two suitcases and one hand luggage. They seems so tiny now!

But why that time have we decided that this way was better? – that we didn’t have so much things to move – that we would have brought what we can, organizing ourself at the arrival.

I can’t stand to pack my bags, I do to much strain deciding what could be useful or not.

But in this occasion should be easier: you bring all that you can!

I look at the notebook, the reflex, the shoes, the hiking boots (whit all the mountains that there are in China, I can’t let them here!), the clothes, the coats, the socks (but why have I so many socks???) and I thank the recent moves that lighten me. I ignore deliberately the bookcase. For now three or four books, the choosen ones, are already safe between the sweaters. I’ll be back to take you guys!

A couple of mugs, well rolled up into clothes. I didn’t suspect me to be so fetishist: books and mugs!

I take off a little of medicines, shampoos and conditioners. I’m going to Shanghai, 26 ml of inhabitants, I think that I will find this things there…

The numbness that in this kind of situations falls over my neurons, transfer to my arms. I need a break. Or Merlin the Magician.

All these luggages and scattered things put me in a philosophical mood. Letting go when one in three things puts me in the memories spiral… and seeing the number – and that I can’t place them in the right year – I realize how old I am! I sit on the floor,completely exhausted despite I start to work five minutes ago. Every little things is a excuse to distract me. I start to think, but why have I all this stuff??? What the hell do I with it? Nah, we should live just with the minimum requirement, what fit in a backpack, nothing else! The next time I will pay someones to do this, I swear! Come on Daria, if you keeping looking at it, all this stuff wont’ disappear! Etc…

So, at this very moment I’ll stop to use like an excuse the fact that I have to write here, to avoid that you get bored. I’ll get up and I’ll close the suitcases.

The date of flight stops to the 15th may, so next time I’ll write to you directly from Shanghai!

 

 

 

 

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2 pensieri su “Ahi ahi, le valigie…

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