A pranzo alla Lin Heung Tea House, Hong Kong

lin heung hong kongAppena tornata da un indescrivibile viaggio nello Yunnan mi è toccato ripartire per Hong Kong, per via del visto in scadenza. Quindi ti porto a pranzo in questa città,  in una delle tea-house cinesi più famose e antiche, nel distretto di Central, la Lin Heung. Ti ci porto perchè è stato uno dei pranzi più simpatici che abbia mai fatto e poi perchè se vieni qui devi mangiare dim sum fino a scoppiare.

Entri e ti ritrovi in un grande salone, pieno di gente, vapore e rimbombante di chiacchiere e acciottolio di piatti. Un cameriere, a cenni, ti fa accomodare in uno di questi grandi tavoli tondi, assieme ad altre persone (i clienti erano tutti asiatici, cosa che mi rincuora sempre molto) e ti lancia davanti un paio di ciotoline e uno di bacchette. Arriva poi una teiera stracolma di tè bollente, lanciata anch’essa così da spandere ben bene tè sul tavolo e ti ficcano in mano un biglietto con numeri e caratteri in cinese. Bevi il tè ed è meraviglioso come al solito! Ok, adesso bisogna cercare di capire come funziona.

Non so tu, ma io mi sto già divertendo un sacco, non riesco a smettere di guardarmi lin heung carrellointorno! Ci sono delle signore che girano per la sala con dei carrelli carichi di cestini di bambù fumanti, seguite (quasi assaltate) da clienti con il bigliettino in mano, che scoperchiano i cestini e indicano alla signora in questione quello che vogliono. Ok, è una specie di self-service, come ci confermano un secondo dopo i nostri commensali in un inglese un po’ traballante: nobody will serve you, go and get what you like. Perfetto. Inizia la caccia alle signore col carrello! Non essere troppo timido o gentile: vai e conquista il tuo cibo!

Scoperchi il primo cestino che ti capita sotto mano: zampe di gallina, enormi! No, passo, ci sarà senz’altro qualcosa di più invitante. Aspetta, quello lì ha appena preso dei ravioli! Vai vai, ferma la signora! Eccoli: dim sum e timbro sul bigliettino. Poi scoviamo un altro tipo di dim sum, un panino al vapore ripieno di carne di maiale, polpette di salsiccia, brasato di carne e funghi, la sponge-cake, un pasticcio di riso glutinoso e ceci servito con lo zucchero. Di altre cose non è stato possibile identificare la natura, ma sul tavolo non è rimasto nulla.

La cucina è casereccia e saporita e mentre mangiamo una coppia di signori hongkonghini piuttosto anziani chiacchiera con noi: da dove veniamo, quanto stiamo ad Hong Kong, se il cibo ci piace. Alle nostre risposte entusiaste e ai ripetuti bis sorridono felici e continuano a brindare con noi con il tè fumante al gelsomino e a dire: enjoj your food! Anche per loro è la prima volta in questa famosa tea house, ma ci raccontano che è molto frequentata dalla gente del posto.

Capisco però che potrebbe non essere un’esperienza per tutti. Se sai di essere un po’ schizzinoso o se vuoi un posto calmo e lindo lascia stare. Ho visto entrare un gruppo di occidentali ed è stato divertente vedere le loro facce sconvolgersi, guardarsi e fare dietro-front in circa tre secondi. E non avevano nemmeno visto come lavano i piatti, ahahaha! Vero che io sono reduce da un viaggio (te ne parlo tranquillo, non mi scappi) dove ho mangiato cose e in posti tali per cui ad ogni boccone incrociavo le dita. Lin Heung non si può definire un locale accogliente: è rumoroso, funzionale, i tavoli sono da otto e devi essere disposto a dividere il tuo spazio con degli sconosciuti (ma quando si mangia assieme ci sono sconosciuti?) ma direi che è un’occasione perfetta per fare due chiacchiere con qualche cinese od hongkonghino e godersi un po’ di cucina locale e autentica. Lo so che non brilla nemmeno per pulizia, ma non morirai per questo, tranquillo. Secondo me vale la pena, non avevo mai visto un posto del genere. Al prossimo giro ad Hong Kong ci torno sicuro, a sgomitare per una sponge cake, a riempirmi la pancia di dim sum ai gamberi e a far riempire la teiera di continuo.

*

A lunch at the Lin Heung tea house

I was just turned back from an indescribable travel in the Yunnan region that I had to go to Hong Kong, because of the expiring visa. So I’ll take you there to have a lunch, in one of the most famous and older tea house, in the Central district, the Lin Heung Tea House. I take you there because I had one of the funniest lunch ever, and then because if you come here you have tu eat dim sum until your fill.

You go in and you are in a big hall, full of people, steam and echoing of chats and dish clinking. A waiter, with gesture, make you seat in a large round table, with other people (clients were all Asians, this comfort me every time) and throw to you a couple of  cups and one of chopsticks. Then arrive a teapot full with boiling tea, threw as well so to spill tea all over the table and the waiter put in your hand a ticket with numbers and chinese characters. You drink the tea and it’s wonderful as usual! Ok, now we have to try to understand how it works here.

I don’t know about you, but I’m having a lot of fun, I cant’ stop looking around! There are some ladies going around with trolleys loaded with steaming bamboo baskets, followed (almost striked) by clients with the tickets in the hands, that uncover the baskets and point to the lady what they wants. Ok, it’s a kind of self-service, like confirm to us our tablemates in a shaky english: nobody will serve you, go and get what you like. Perfect. The hunt to the ladies with the trolley is open! Don’t be too shy or kind: go and conquest your food!

You open the first basket: chicken legs, huge! No, go on, there’ll be for sure something more inviting. Wait, he has just taken some dumplings! Go go, stops the lady! Here they are: dim sum and a mark on the ticket. Then we find another kind of dim sum, a steamed bread filled with pork, sausage meatballs, braised meat with mushrooms, sponge-cake, a hash of glutinous rice and chickpeas served with sugar. Of other thing it wasn’t possible to determine the nature, but nothing remained on the table.

The cuisine is homemade and savory and while we’re eating a quite old couple from Hong Kong chat with us: where are we from, how long are we staying here, do we like the food? In front of our enthusiastic answers and of the repeated bis they smile happy and cheers with us with the smoking tea saying: enjoy your food! For them is the first time here too, but they tell us that this tea house is very frequented by local people.

But I see that this experience couldn’t be for everyone. If you are a little fussy or if you like calm and clean places leave it. I saw entering a group of western people and it was fun to see their faces become upset, look to each other and go away in three seconds. And they didn’t even see how they wash the dishes, ahahah! It’s true that I’m back from a travel (I’ll talk about it, don’t worry) in wich I ate such a things and in such a places that I crossed my finger for every  bite. Lin Heung isn’t a comfortable place: is noisy, functional, the table are for eight people and you have to be ready to share your room with strangers (but when you eat together, are there strangers?) but I can say it’s a perfect opportunity to have a chat with some Chinese or Hong Kong people and to enjoy some local and sincere food. I know that this place don’t shine for clean, but you won’t die for this, relax. In my opinion it worth, I’ve never seen a place like this before. When I’ll turn back to Hong Kong I’ll come here again, to dig for a sponge cake, to fill my belly with shrimps dim sum and to fill up continually the teapot.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...