Weekend a Pechino_2

Dove eravamo rimasti? Ah sì, dovevo accompagnarti alla Città Proibita oggi. Bè preparati, si camminerà un sacco. E per arrivarci attraversiamo Piazza Tien’amen.

Videocamere
La sicurezza non è mai troppa

Nella mia immaginazione ci sbucavo al mattino presto, da una via che improvvisamente me la faceva apparire davanti, chiara e semi-deserta. Invece appena usciti dalla metro (non così presto come speravo) ci siamo trovati incanalati in un fiume di folla che era in fila per qualcosa, e per almeno venti minuti non ho visto altro che teste. Poi abbiamo capito che eravamo in coda per i controlli di sicurezza: solito check del passaporto (lo sto consumando qui in Cina) con guardia di turno che scruta alternatamente te e la foto per trenta secondi buoni, e metal detector. Mai visto un simile dispiegamento di sicurezza. Oltre ai pali della luce che quasi si accasciavano sotto il peso delle videocamere, c’era un numero surreale di soldati, poliziotti, transenne e camionette blindate. E una quantità incredibile di gente che però in quella vasta e chiara piazza si disperdeva.

Facendo lo slalom tra selfie in corso e fotografi che cercavano di immortalarti per venderti poi le stampe ci siamo avvicinati alla Porta della Pace Celeste. Ci abbiamo messo un po’, cammini cammini e non ci arrivi mai! E intanto guardi gli edifici che la circondano, così solidi e seriosi, ma luminosi e calmi, le guardie impassibili e immobili con tutto quel freddo, la coda infinita per entrare al Museo Nazionale (lì ci andiamo la prossima volta, ok?). Poi finalmente sei sotto la Porta e l’immancabile gigantografia di Mao. Solo qualche foto veloce, io non vedevo l’ora di entrare nella Città, meta che si trovava piuttosto in alto nell’elenco delle cose “da vedere”.

La porta della pace celeste
La Porta della Pace Celeste
La Città Proibita
La Porta di Mezzogiorno

 

E finalmente siamo all’ingresso. Un attimo di smarrimento mentre cerchiamo la biglietteria, poi – eccola! piccola e defilata, non certo come te l’aspetteresti per un’attrazione del genere. Ma anche questa è la Cina. E comunque alla fine entriamo. E rimarremo lì dentro per quasi cinque ore.

 

Io non credo che tutto quello che cercherò dirti adesso possa anche solo lontanamente rendere l’idea di cosa si prova a girare dentro quell’immensità. E a quello che si prova una volta usciti e tornati nel mondo normale. Reale. Ci provo con le foto, ma nemmeno quelle rendono l’atmosfera. Marmo bianco, mura rosse e tetti dorati, questi i colori che riempiono la vista per tutto il tempo. E gli spazi, così grandi che certi posti erano quasi deserti. E ti assicuro che a Pechino, durante il sabato, dentro il complesso palaziale più grande del mondo aveva un che di onirico.

Una volta entrati dalla Porta di Mezzogiorno e attraversata una galleria, ci si trova davanti il Ruscello dalle Acque d’Oro, attraversato da cinque ponti in marmo che portano alla Porta dell’Armonia Suprema. Da lì puoi perderti e girare per palazzi, padiglioni e giardini, osservare intarsi, le tegole in ceramica colorata, aiuole e troni, il più importante dei quali è il Trono del Drago. Fregandotene altamente di quello che la tua guida automatica ti sta dicendo nell’orecchio. E tranquillo, ci sono caffetterie che vendono da bere e da mangiare, nonostante quasi tutti i cinesi abbiano il loro solito sacchetto pieno di viveri, e ogni tanto creino un bivacco per recuperare le energie. Ma hanno ragione: mezza giornata così può distruggerti. Meno male che ce lo aspettavamo e la colazione valeva anche per pranzo e merenda.

Anche perchè una volta usciti dalla Città – con un misto di rimpianto e voglia di vedere qualcos’altro – ci si arrampica su per una bella collina. Infatti con la terra escavata durante la costruzione del fossato che circonda il complesso (largo giusto 52 metri, ‘na robina) hanno pensato bene di costruirci una montagna e farci attorno un parco. Ed è proprio lì che adesso andiamo, al parco Jingshan, per vedere la Città Proibita dall’alto. Piuttosto impressionante come vista, vero?

Da qui, non contenti dei chilometri fatti fino a quel momento, abbiamo pensato bene di fare una bella passeggiata tra i caratteristici hutong, per goderci un romantico tramonto. E per continuare a tenerci caldi, visto il freddo piuttosto intenso. Ma – indovina? – te ne parlo nella prossima puntata!

 

*

Weekend in Beijing_2

Where were we? Ah yes, we’re going the Forbidden City today. Be ready, we’ll walk a lot. And to get there we cross Tien’amen Square.

In my imagination I go out early in the morning, and reach the square from a lateral street, that suddenly opened up in front of me, clear and semi-deserted. But we when we got out of the metro (not so early) we found ourselves channeled in a river of crowds, that was lined up for something, and for at least twenty minutes I saw only heads. Then we realized that we were in the queue for security checks: the usual check of the passport and metal detector. I’ve never seen such a security deployment. In addition to the street lamps that almost collapsed under the weight of the cameras, there was a surreal number of soldiers, policemen, barricades and armored trucks. And there was an incredible amount of people dispersed in that vast and clear square.

Doing the slalom between selfies in progress and photographers we approached the Gate of Heavenly Peace. It took us a while, we were keep walking but we never could reach it! But meanwhile we were looking at the buildings that surround the square, so solid and serious, but bright and calm, the impassive and immobile guards with all that cold, the endless queue to enter the National Museum (there we go next time, ok?). Then finally we are under the Door and the inevitable gigantography of Mao. Just a few quick photos, I could not wait to get into the City, a destination that was rather on the top on my list of things “to see”.

And finally we are at the entrance. A moment of loss while we look for the ticket office, then – here it is! small and secluded, certainly not as you would expect it for an attraction like that. But this is China too. But anyway at the end are in. And we will remain there for almost five hours.

Now I think that everything I will try to tell you can’t even remotely give you the idea of what it feels like to walk into that immensity. And what you feel when you get out and come back to the normal world. The real. I try with the photos, but not even those can recreate the atmosphere. White marble, red walls and golden roofs, these are the colors that fill your sight all the time. And the spaces, so large that some places were almost deserted. And I assure you that in Beijing, on Saturday, inside the world’s largest palatial complex is something dreamlike.

Once you enter the South Gate and cross a tunnel, you find the Golden Waters Stream, crossed by five marble bridges leading to the Supreme Armony Door. From there you can get lost and turn around the palaces, pavilions and gardens, observe inlays, colored ceramic tiles, flowerbeds and thrones, the most important of which is the Throne of the Dragon. Doesn’t mind of what your automatic guide is telling you in your ear. And don’t worry, there are cafes that sell drinks and snacks, despite almost all the Chinese have their usual bag full of food, and occasionally create a bivouac to recover energy. But they are right: half a day like this can destroy you. Luckily we expected it and the breakfast was also worth for lunch and snack.

Also because once you leave the City – with a mixture of regret and will to see something else – you climb up a beautiful hill. In fact, with the earth excavated during the construction of the moat that surrounds the complex (just 52 meters wide, really small) they built a mountain and create a park. And now we’re going there, to the Jingshan Park, to see the Forbidden City from above. Pretty impressive as seen, right?

From here, not happy about the miles walked up to that moment, we thought well to take a nice walk in the characteristic hutongs, to enjoy a romantic sunset. And to keep us warm, given the intense cold. But – guess? – I’ll tell you about it in the next episode!

 

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