Di silenzi e di barche drago

Ogni tanto ti ritrovi che non sai cosa scrivere.

Lo so che non è che devo farlo, ma qualche volta queste quattro paginette mi vengono in mente e penso: cosa cavolo gli racconto adesso? Niente di meglio che darmi i compiti per mandarmi in black out . Ma sai cos’è? mi sa che è semplicemente l’abitudine, la routine (una specie, la mia vita a Shangahi ha a stento un ritmo ripetibile). La pigrizia, quella intellettuale, la peggiore. Che certe cose non mi sembra che valga la fatica di metterle in ordine, o semplicemente non mi sembrano interessanti, non le vedo più.

E più tempo lasci passare peggio è, non è così? E sì che con l’ultima chiacchierata mi sembrava di aver lasciato un sacco di argomenti in sospeso…

Ma non importa, coglierò l’occasione per spezzare questo silenzio raccontandoti qualcosa sul Dragon Boat Festival, che quest’anno cade proprio oggi, il 7 giugno. Mi piace un sacco raccontare storie.

Dragon boat race
Immagine tratta dal web

E’ una festa che si celebra da 2000 anni, per commemorare il poeta Qu Yuan. Cade sempre il quinto giorno del quinto mese lunare, ed è per questo che in cinese questo giorno è detto anche “del doppio cinque” – duanwu.

Cosa si fa per celebrare degnamente questo giorno? Si tengono gare di barche drago e si mangiano zongzi. Sono degli involtini di riso glutinoso a forma piramidale, avvolti e cotti in una foglia di canna, con il ripieno che varia a seconda della regione. E’ da almeno una settimana che camminando per le strade incrocio signore che hanno in mano le lunghe foglie di canna per preprarare gli involtini in casa. Siccome io adoro follemente il riso glutinoso capirai che mi diverto un sacco in questo periodo, dove gli zongzi di trovano dappertutto. I migliori? Quelli ripieni di tuorli.

Va bene il cibo, che ogni scusa è buona per farne e mangiarne, in ogni angolo del mondo, ma le barche cosa centrano? Si racconta che il poeta Qu fosse un importante membro della casata reale Chu. In seguito ad una serie di capovolgimenti politici finì in disgrazia e fu allontanato. Durante questo periodo scrisse le opere patriotiche che lo resero celebre. Dopo ventotto anni di esilio la città in cui si trovava fu conquistata dalla stessa casata che lo aveva allontanato, e non potendo sopportare la situazione si suicidò gettandosi nel fiume. Si dice che la gente le posto, che lo ammirava, uscì con le barche per cercare di salvarlo o perlomeno di recuperarne il corpo. Non essendoci riusciti, gli abitanti del luogo gettarono palle di riso glutinoso nel fiume, per far sì che i pesci mangiassero quelle invece delle spoglie del poeta. E questa pare sia l’origine delle gare con le barche drago e degli zongzi.

In diverse parti della Cina si tengono gare con le brache drago, e tra le più belle e famose c’è quella di Hangzhou, non lontana da Shanghai. Non oso nemmeno immaginare il caos di gente ad una manifestazione così importante e bella.

Barche drago Hong Kong 2
Barche drago ad Hong Kong

E così me la sono cavata, ho spezzato il silenzio, sistemato la coscienza e per un po’ sono a posto. Tra qualche giorno si torna in madrepatria per una piccola “vacanza” dopo sei mesi ininterrotti di Celeste Impero, e poi bollente estate shanghainese sarò di nuovo tutta tua.

*

On silence and Dragon boats

Sometimes you don’t know what to write.

I know it’s not that I have to do it, but sometimes these four pages come to mind and I think, what the hell am I telling him now? Nothing better than giving me homework to send my brain in black out. But do you know what it is? I guess it’s just the habit, the routine (a kind, my life in Shangahi has hardly a repeatable rhythm). The laziness, the intellectual one, the worst. That certain things do not seem to me worth the effort of putting them in order, or simply don’t seem interesting to me.

And the longer you let it the worse it gets, isn’t it?  With the last chat I felt I had left a lot of pending arguments…

But it doesn’t matter, I’ll take the opportunity to break this silence by telling you something about the Dragon Boat Festival, which this year falls on today, June 7th. I really like telling stories.

It is a festival celebrated for 2,000 years to commemorate the poet Qu Yuan. It always falls on the fifth day of the fifth lunar month, which is why in Chinese this day is also called “double five” – duanwu.

What do you do to celebrate this day with dignity? Dragon boat races are held and zongzi are eaten. They are pyramidal glutinous rice dumplings, wrapped and cooked in a reed leaf, with the filling varying according to the region.  And for at least a week walking through the streets I meet ladies who are holding the long leaves of reed to prepare the dumplings at home. As I madly adore glutinous rice you will understand that I enjoy a lot in this period, where zongzi can be found everywhere. The best? Those stuffed with yolks.

Food is good, every excuse is good to make and eat, in every corner of the world, but what about the boats? It is said that the poet Qu was an important member of the Chu royal family. Following a series of political reversals he ended up in disgrace and was dismissed. During this period he wrote the patriot poems that made him famous. After twenty-eight years of exile, the city where he was was conquered by the same family that had driven him away, and being unable to bear the situation, committed suicide by throwing himself into the river. The people of  the place, who admired it, went out with the boats to try to save him or at least to recover his body. Having failed, the locals threw balls of glutinous rice into the river, to make the fish eat those instead of the spoil of the poet. And this seems to be the origin of the races with dragon boats and zongzi.

In different parts of China there are competitions with dragon breeches, and among the most beautiful and famous is that of Hangzhou, not far from Shanghai. I dare not even imagine the chaos of people at such an important and beautiful event.

And so I managed, I broke the silence, settled my conscience and for a while I’ll be fine. In a few days I will return to the motherland for a little “vacation” after six months of uninterrupted China, and then hot Shanghai summer I’ll be all yours again.
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