Di expat bloggers, italiani all’estero e tre domande

Shanghai
Uno scorcio della French Concession, a Shanghai, la bellissma città che mi ospita

Ogni tanto qualcuno mi chiede perchè ho deciso di tenere un blog sulla mia vita all’estero. Ovviamente i motivi sono diversi. Tra questi c’è il fatto che sono smemorata: se non scrivo le cose tendo a dimenticarmele, e mettere giù due righe su quello che faccio o mi colpisce mi aiuta a non avere solo nebbia nella testa. Non capita mica di rado che rileggendo qualcosa dell’anno prima mi ritrovi ad esclamare ah!èvero, ohgià!questomeloerodimeticato oppure maquestoquandoèsuccesso? Posso poi praticare la lingua italiana e non dimenticarmi come articolare una frase complessa o coniugare i verbi correttamente. Non scontato quando hai a che fare ogni giorno con più lingue. Non ti dico se una di queste è il mandarino. Che quando torno in Italia mi scappa sempre e comunque il ni hao. E scrivere – nonostante i risultati modesti – mi diverte. Amici, parenti e gente incontrata finora lungo il cammino possono venire qui a vedere

Shanghai
Shanghai, French Concession

come me la cavo in questo Continente, a dare una sbirciata alle foto, quando più e se ne hanno voglia. In tutto questo miscuglio potrebbe esserci qualcosa di utile per qualcuno che si trova ad affrontare le mie stesse situazioni. Ho incontrato nuove persone attraverso queste pagine. E non ultimo la Cina è poco conosciuta: raccontandone provo a togliere qualche velo e far sapere quanto sia meraviglioso questo Paese, quanto ti entri sotto la pelle, quanto è ricco, assurdo, bello, quanto ha da trasmettere. Questa è proprio una missione.

Ma non sono mica l’unica. A sentire cioè questa necessità di scrivere e condividere della vita fuori dall’Italia, lontano da casa. Com’è, come si sta, come si vive. Siamo in tanti, sparsi per tutto il mondo.

writing

E Liliana ha avuto la bella idea di fare ad alcuni di noi tre domande e raccogliere le risposte in un articolo sul suo blog, lillyslifestyle.

1. da quanti anni vivi lì?

2. torneresti in Italia o andresti in un altro Paese?

3. cosa ti ha fatto decidere di restare a vivere lì?

Paesi diversi, in cui siamo capitati per i più disparati motivi e approcci diversi nel raccontare le nostre esperienze e città che ci ospitano. Ti ho incuriosito? Vuoi sapere cosa ho risposto a queste tre all’apparenza semplici domande? Allora vai a trovare la bravissima Lilly, nella splendida Lisbona e leggi quello che ha raccolto.

Io ti aspetto qui la prossima volta per parlare di libri, sempre che riesca a scampare a ‘sta benedetta epidemia… e non dimenticarti la mascherina.

2 pensieri su “Di expat bloggers, italiani all’estero e tre domande

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